Fedez tra Roast in Peace e Pulp Podcast: "Siamo diversi dalla tv tradizionale"
By SingArena Editorial · · Artist Update

Radio Bruno / Wikimedia Commons (CC BY 3.0)
Il rapper torna su Prime Video dal 18 settembre con la seconda stagione di Roast in Peace e si prepara a ospitare Beppe Grillo nel suo Pulp Podcast: un nuovo capitolo tra ironia e attualità.
Fedez si prepara a un autunno all'insegna della contaminazione tra comicità, attualità e musica. Il rapper milanese è tra i protagonisti della seconda stagione di Roast in Peace, il format di Prime Video in cui i personaggi celebri assistono, in chiave comica e dissacrante, al proprio funerale. Il programma torna sulla piattaforma dal 18 settembre, e per Fedez è stata un'esperienza affrontata con la consueta ironia.
Un roast tra ironia e vissuto personale
"È stato molto divertente dall'inizio alla fine. In generale sono un grande appassionato del genere 'roast' e di conseguenza sapevo a cosa andavo incontro", ha raccontato l'artista. Vedere messa in scena la propria dipartita non lo ha turbato, nonostante il recente episodio che lo ha visto rischiare la vita la scorsa estate a causa di un'emorragia interna: "Non mi ha fatto un effetto particolare, vicissitudini nella vita mi hanno portato a dover mettere in conto alcune cose... però il mio funerale non me lo immagino, anche perché fortunatamente non mi dovrò occupare io di questo", scherza. Alla domanda più seria sulla paura della morte, Fedez ammette: "Inevitabilmente sì, perché non sappiamo cosa c'è dopo. Credo sia così per tutti quanti".
Pulp Podcast, un nuovo spazio di dibattito
Dalla comicità all'attualità politica, il rapper si conferma un punto di riferimento anche nel panorama delle interviste web con il suo Pulp Podcast, capace di attrarre figure di primissimo piano. Da Giorgia Meloni al generale Roberto Vannacci, fino all'attesissimo Beppe Grillo che sarà protagonista della prossima puntata. "Siamo molto contenti di aver creato uno spazio di dibattito diverso rispetto all'offerta della tv tradizionale", sottolinea Fedez. "Non è una questione di soddisfazione, sono tutte puntate che, in qualsiasi modo, hanno definito il percorso di questo progetto e hanno dato qualcosa in egual modo". L'attenzione è ora tutta puntata sull'episodio con il fondatore del Movimento 5 Stelle: "Grillo mi fa fare lo scoop? Non lo so. Ma credo che, al netto dello scoop, rivedere e tornare a sentire parlare Grillo dopo tre anni dall'ultima intervista, che credo fosse con Fazio, renda questa puntata sicuramente da vedere".
Dalla musica al piccolo schermo: la carriera di Fedez
Classe 1989, Federico Leonardo Lucia – questo il vero nome di Fedez – è cresciuto nell'entroterra milanese, a Buccinasco, e ha mosso i primi passi nella scena rap italiana con il mixtape Pat-a-Cake nel 2007, seguito da BCPT nel 2010 e dall'EP Diss-Agio. Il debutto discografico vero e proprio arriva nel marzo 2011 con Penisola che non c'è, un album autoprodotto con un budget di soli 500 euro. Nello stesso anno pubblica Il mio primo disco da venduto, prodotto dall'etichetta Tanta Roba di Guè e DJ Harsh, a cui collaborano artisti del calibro di Marracash, J-Ax, Jake La Furia e i Two Fingerz.
Il 2013 segna un punto di svolta con Sig. Brainwash - L'arte di accontentare, anticipato dai singoli Si scrive schiavitù si legge libertà, Dai cazzo Federico e Cigno nero con Francesca Michielin. Da lì in poi la sua carriera si è evoluta tra musica, televisione e imprenditoria, consolidando un ruolo di primo piano nel panorama dello spettacolo italiano.
Roast in Peace e la sfida con la tv tradizionale
La partecipazione a Roast in Peace non è solo un divertissement. Rappresenta l'ennesima dimostrazione di come Fedez stia costruendo un percorso che intreccia musica, intrattenimento e satira sociale. Il format, già collaudato nella prima stagione, mette i protagonisti di fronte a una parodia del proprio funerale, con interventi di comici e colleghi. Per Fedez, che ha affrontato momenti personali complessi, la scelta di esporsi in un contesto del genere denota una consapevolezza maturata nel tempo.
La sua riflessione sulla televisione tradizionale è netta: "Siamo molto contenti di aver creato uno spazio di dibattito diverso rispetto all'offerta della tv tradizionale". Un'affermazione che sottolinea la volontà di distinguersi, di offrire un prodotto alternativo e forse più autentico, lontano dai canoni classici del piccolo schermo.
Grillo e il futuro del Pulp Podcast
L'episodio con Beppe Grillo è atteso con curiosità. Il fondatore del M5S non rilascia interviste da tre anni, e la sua presenza nel Pulp Podcast di Fedez potrebbe rappresentare un momento significativo nel dibattito pubblico. "Credo che, al netto dello scoop, rivedere e tornare a sentire parlare Grillo dopo tre anni dall'ultima intervista... renda questa puntata sicuramente da vedere", ha dichiarato il rapper. La capacità di Fedez di attrarre figure così eterogenee – da Meloni a Vannacci – dimostra come il suo podcast sia diventato un contenitore trasversale, in grado di intercettare pubblici diversi.
Mentre la musica resta il suo terreno d'origine, con una discografia che continua a evolversi, Fedez si conferma un personaggio poliedrico, capace di muoversi con disinvoltura tra generi e piattaforme. L'appuntamento con Roast in Peace è dal 18 settembre su Prime Video, e chissà che il suo percorso non riservi ulteriori sorprese anche sul fronte musicale.
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