Un record che profuma di storia
L'Eurovision Song Contest 2026, andato in scena nella maestosa Stadthalle di Vienna, ha regalato all'Italia un quinto posto con Sal Da Vinci e il suo brano 'Per sempre sì'. Un risultato che, se da un lato ha deluso chi sperava in un bis dopo la vittoria del 2021, dall'altro ha scritto una pagina di storia per il nostro Paese: nessuna nazione, dall'introduzione delle semifinali nel 2004, aveva mai ottenuto dieci piazzamenti consecutivi nella top 10. Un record che certifica l'Italia come superpotenza del concorso.
E in questo percorso di crescita, un ruolo fondamentale lo hanno giocato i Måneskin. La band romana, vincendo l'edizione 2021 con 'Zitti e buoni', non solo ha riportato l'Eurovision in Italia dopo 31 anni, ma ha mostrato a tutta l'Europa che il rock italiano poteva conquistare le masse. Da allora, ogni artista inviato da Sanremo ha raccolto i frutti di quella scossa.
Il fantasma di Zitti e buoni
Il legame tra i Måneskin e l'Eurovision è ormai parte della mitologia del festival. La loro vittoria non è stata solo un successo musicale, ma un vero e proprio fenomeno culturale che ha ridefinito l'immagine del rock italiano all'estero. Ancora oggi, a cinque anni di distanza, il loro marchio è impresso sul concorso: il palco di Vienna stesso, con le sue linee moderne e l'illuminazione aggressiva, sembrava un omaggio all'estetica del quartetto.
La performance di Sal Da Vinci, pur nella sua tradizionalità melodica, portava con sé l'eco di quella rivoluzione: il pubblico ha tributato una standing ovation all'artista, segno che l'Italia è ormai percepita come una nazione musicale di primo livello, capace di spaziare dalla canzone popolare al rock.
Måneskin: oltre l'Eurovision, una carriera globale
Nel frattempo, la band capitanata da Damiano David continua a macinare successi lontano dal contest. Dopo il trionfo all'Eurovision, i Måneskin hanno calcato palchi di tutto il mondo: da Coachella al Lollapalooza, fino ai tour sold-out negli Stati Uniti e in Australia. Hanno collaborato con icone come Iggy Pop e Tom Morello (Rage Against the Machine), e il loro album 'Rush!' ha scalato le classifiche Billboard. Più recentemente, il loro approccio al glam rock ha influenzato una nuova generazione di band europee, come dimostrano le sonorità di molti brani in gara a Vienna.
La loro evoluzione stilistica, sempre più orientata verso sonorità internazionali senza però dimenticare le radici italo-romane, li rende un unicum nel panorama musicale. Damiano David, in particolare, è diventato un'icona di stile e un simbolo della nuova mascolinità fluida nel rock, mentre Victoria De Angelis con il suo basso ruvido e il look punk-chic continua a ispirare migliaia di giovani.
Cosa ci dice questo per il futuro della musica italiana
I Måneskin hanno dimostrato che l'Eurovision non è un punto di arrivo, ma un trampolino di lancio. Il loro successo ha aperto le porte a una nuova generazione di artisti italiani che ora guardano con fiducia al mercato globale. L'Italia, con il suo record di top 10 consecutive, è ormai un punto di riferimento per il festival. Ma il merito, in larga parte, è di quella notte di Rotterdam del 2021, quando quattro ragazzi con gli occhi truccati e la chitarra in spalla hanno convinto l'Europa che la tradizione melodica italiana poteva convivere con l'energia del rock contemporaneo.
Ora, mentre Sal Da Vinci torna a casa con un quinto posto prestigioso, i Måneskin lavorano ai prossimi progetti. Chissà cosa riserverà il futuro. Una cosa è certa: l'Italia all'Eurovision non sarà mai più la stessa.